lunedì 23 novembre 2015

Attenzione al Nurofen sciroppo bambini 

Credo sia stato superficiale, da parte della Reckitt Benckiser Healthcare, commercializzare due formulazioni di sciroppo per bambini Nurofen, introducendo dopo tanti anni una formulazione a dosaggio doppio, senza evidenziarlo in maniera chiara sulla confezione. Sicuramente sbagliare in questi casi è molto facile, sia da parte dei genitori, che da parte del personale medico ed evidentemente del farmacista che lo dispensa. Quindi attenzione a leggere sotto il nome Nurofen il dosaggio, 100 o 200 mg, la nuova confezione da 200 mg è consigliata dopo i sei anni. 


lunedì 16 novembre 2015

Orientamento per studenti che pensano di iscriversi alla facoltà di farmacia


Coloro che vogliano intraprendere una carriera di studi nella facoltà di farmacia, credo debbano conoscere a cosa in realtà vanno incontro, cioè i possibili sbocchi lavorativi dopo tanti anni di studio.



Un' importante carriera per i neolaureati è quella dell'informatore scientifico del farmaco.


Il mestiere di isf non è più come era anni fa, in questi anni ci sono state fusioni aziendali, uscita a dismisura di farmaci generici che non hanno più permesso profitti adeguati alle case farmaceutiche, e quindi licenziamenti di massa.
La situazione offre sbocchi lavorativi da parte di aziende che si muovono nell'area del parafarmaco ma che non possono permettersi il lusso di offrire un fisso,a volte si lavora a partita iva.
Niente più auto, telefoni e computer aziendali.. il lavoro spesso somiglia a quello di un generico rappresentante.


Per chi abita in zone dove esistono azienda farmaceutiche o vuole accettare di trasferirsi in loco, potrebbe esserci la possibilità di in inserimento in azienda, ma attraverso un master o uno stage, ovviamente i posti disponibili sono pochi.

  
Poi c'è la professione di farmacista. Ci sono due possibilità: o si ha un'azienda in famiglia, o si fa il dipendente.
Fare il dipendente, il farmacista collaboratore in pratica, necessita di molta passione. Fare carriera e guadagnare come dipendente risulta alquanto difficile..la situazione in italia non permette tali illusioni.
Il lavoro in farmacia richiede impegno e negli ultimi anni si lavora anche il sabato e nei festivi, con il classico orario spezzato a metà nella giornata..
Si potrebbe lavorare anche presso una parafarmacia, stesso lavoro del farmacista ma meno farmaci a disposizione.


Per chi ha qualcosa da investire può pensare ad avviare una parafarmacia o ad acquistare una farmacia, ma qui le cifre sono elevate, anche milioni di euro per una licenza. Un eventuale acquisto andrebbe valutato e ponderato, in quanto, nel settore della vendita al dettaglio dei farmaci sono in arrivo importanti cambiamenti. La situazione risulta molto delicata.



Altra possibilità è continuare a studiare, fare farmacia ospedaliera per esempio. Ma le facoltà sono a numero chiuso e ci sono pochi posti.



In rete ci sono notizie di chi è emigrato all'estero per fare il farmacista e avere guadagni maggiori, in questo caso è importante la conoscenza della lingua.



Per chiudere direi che gli sbocchi ci sono, ma la strada è più difficoltosa che in passato.

venerdì 13 novembre 2015

Considerazioni sui farmaci equivalenti 

Spesso il paziente è confuso quando gli si prospetta l'esistenza di un medicinale equivalente a costo inferiore,  è disorientato non si fida, crede di dover assumere un farmaco scadente, si sente preso in giro. Soprattutto se il paziente è anziano la sostituzione del farmaco originator è difficile, addirittura cambiare il colore della scatola crea problemi nella corretta esecuzione della terapia in quanto il paziente non riconosce più il medicinale.
Credo che oggi, se ci si affida ad aziende farmaceutiche serie,  l'assunzione del generico più che in passato è sicura, ci sono medicinali che hanno solo la scatola esterna diversa, in quanto ci sono aziende tipo la Pfizer, la Sanofi, la Novartis che hanno la loro linea di equivalenti, segno anche, che ormai questo mercato è molto appetibile.
Lo sviluppo del farmaco equivalente dipende dai tanti operatori del farmaco, principalmente medici e farmacisti, aziende e enti controllori garanti della qualità.
Detto ciò la differenza di eccipienti tra farmaci originali e generici credo vada approfondita di più, studiata più a fondo. Sono tanti i pazienti che lamentano inefficacia dei farmaci equivalenti, sicuramente c'è un fattore psicologico importante, ma credo ci sia anche un fondo di verità.
Credo che nelle tante aziende di generici ci siano aziende più affidabili, io cerco di valutare nella sostituzione con il farmaco originale la qualità e la serietà dell'azienda, il farmacista deve essere garante della qualità del medicamento e quindi della qualità della cura, io la penso così.

giovedì 12 novembre 2015

Salve a tutti, sono Pierluigi Dalena, un farmacista pugliese. Vorrei con questo blog esprimere liberamente la mia professionalità, per dispensare consigli utili del settore della medicina e più in generale del benessere.
Il nome del blog ricetta rossa, evoca il cambiamento in atto in questo periodo dell' entrata in vigore della ricetta elettronica, dunque dell'addio alla ricetta rossa, che per tanti anni ha accompagnato il farmacista nel suo lavoro quotidiano.
Cercherò, nei miei ritagli di tempo, di scrivere qualcosa di utile per il lettore in cerca di informazioni.
A presto!