venerdì 13 novembre 2015

Considerazioni sui farmaci equivalenti 

Spesso il paziente è confuso quando gli si prospetta l'esistenza di un medicinale equivalente a costo inferiore,  è disorientato non si fida, crede di dover assumere un farmaco scadente, si sente preso in giro. Soprattutto se il paziente è anziano la sostituzione del farmaco originator è difficile, addirittura cambiare il colore della scatola crea problemi nella corretta esecuzione della terapia in quanto il paziente non riconosce più il medicinale.
Credo che oggi, se ci si affida ad aziende farmaceutiche serie,  l'assunzione del generico più che in passato è sicura, ci sono medicinali che hanno solo la scatola esterna diversa, in quanto ci sono aziende tipo la Pfizer, la Sanofi, la Novartis che hanno la loro linea di equivalenti, segno anche, che ormai questo mercato è molto appetibile.
Lo sviluppo del farmaco equivalente dipende dai tanti operatori del farmaco, principalmente medici e farmacisti, aziende e enti controllori garanti della qualità.
Detto ciò la differenza di eccipienti tra farmaci originali e generici credo vada approfondita di più, studiata più a fondo. Sono tanti i pazienti che lamentano inefficacia dei farmaci equivalenti, sicuramente c'è un fattore psicologico importante, ma credo ci sia anche un fondo di verità.
Credo che nelle tante aziende di generici ci siano aziende più affidabili, io cerco di valutare nella sostituzione con il farmaco originale la qualità e la serietà dell'azienda, il farmacista deve essere garante della qualità del medicamento e quindi della qualità della cura, io la penso così.

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